Yogyakarta offre parecchi scorci bucolici. Campi di riso, palme e polli ruspanti sono all'ordine del giorno per chi abita nel sud della città, lontano dal trafficato e turistico centro. La cosa è ottima se si vuole trovare un po' di fresco, la sera, dopo le calde ore pomeridiane.
Ma abitare in campagna comporta qualche inconveniente. Sopratutto, comporta degli incontri inaspettati. Ad esempio, non so quante vite di innocenti quanto incoscienti rannocchiette avrò mietuto, ormai: i deliziosi anfibi pensano bene di attraversare la strada nell'esatto momento in cui passo scorrazzando felicemente in sella al motorino. Risultato, una ormai già lunga serie di frittata di rane, che ogni che le vedo là, spiaccicate, mi prendono i rimorsi.
Poi uno entra nel kampung (complesso abitativo), saluta i guardiani al cancello e procede tranquillamente tra case e rumorosi bambini. Ma c'è sempre l'imprevisto: la gatta incinta, che regolarmente ogni sera si presenta di fronte alla tua porta per giocare con le tue calzature, ti vede. Puoi leggerle il terrore negli occhi per lo spaventoso rumore del velocipede. Con un balzo da vero felino si rifugia sotto un'auto, schizzando dall'altra parte della strada, costringendoti così a una sterzata tanto improvvisa quanto pericolosa per evitare di mietere una delle sue sette vite, nonchè quelle dei nascituri.
Apri il cancello, facendo un rumore analogo a quello della tromba dell'apocalisse, e parcheggi. Apri la porta, accendi la luce... e non succede assolutamente nulla. Ti guardi in giro, e ti rendi conto che si è in pieno black-out - e l'ultima volta è durato ben cinque ore. Non so se riesco a rendere l'idea di cosa significhi rimanere senza elettricità: al di là delle luci, che si possono arrangiare con delle candele, il ventilatore non funziona. E questa è una vera sciagura. In questi giorni di afa tremenda, che in teoria precedono l'arrivo delle piogge, il ventilatore è più di un caro amico, è più di un compagno, più di un padre. E le piogge tardano già da due settimane.
Si opta quindi per la doccia. La doccia si fa così: si va in bagno, si apre l'acqua, si riempie una vasca e, quando il livello raggiunto è sufficiente, si prende l'acqua con un colino e ce la si versa addosso. All'inizio può sembrare una barbarie, ma con il tempo si realizza di quanto l'idea di tirarsi secchiate d'acqua sia davvero geniale. Quindi, speranzoso, vai in bagno per aprire l'acqua, e il rubinetto fa un rumore ctonio, sputazza, indispettito, quindi niente. Non c'è acqua. Tutto secco per il troppo caldo, e sempre perchè le piogge tardano ad arrivare.
In preda alla più nera disperazione uno entra in cucina, con l'intento di farsi almeno un the caldo - almeno finchè c'è gas nella bombola... - e scopre che il topo che vive nel controsoffitto ha pensato bene di fare strage dell'mmondizia, nel tentativo di cercare cose da mangiare. Il tempo di sopprimere l'ennesimo sconforto, e lo si sente scorrazzare, zampettante e felice, sopra la tua testa.
Come ultimo sberleffo, il geko tokay pensa bene di fare una serenata, nascosto chissà dove bell'albero della casa affianco. Nello stesso momento, il mango del vicino fa cadere un frutto, che rimbalza rumorosamente sul tuo tetto.
La serata passa all'insegna del "risparmio energetico", cercando di conservare quanta più batteria possibile sul computer. Vinti dalla sfiga si va a letto, in un bagno di sudore, pensando che almeno è finita, e che "dopotutto, domani è un altro giorno."
Ma nel pieno della notte si viene svegliati dal miagolio della già nota gatta suicida - che è stata chiamata Lewati: letteralmente significa "di passaggio", a causa del suo randagismo. Chissà come ha trovato il modo di entrare in casa, forse da qualche finestra. Ti alzi, la inviti gentilmente ad uscire. Almeno cacciasse il topo, pensi.
Dopo una notte insonne ci si sveglia. Energia tornata, e tutte le luci sono accese. Urge una corsa al supermarket per comprare la ricarica - perchè qua funziona così: non esistono bollette. Quando hai consumato il credito su una scheda comprata al supermarket, devi andare a fare una nuova ricarica e inserire il credito nel contatore. Ma senza fretta, ormai è giorno. Tanto più che l'acqua è tornata. Ci si fa la doccia più bella del mondo, ovviamente cantando tra una secchiata e l'altra, e si torna alla vita. I panni stesi la mattina sono più che asciutti. Il caldo ogni tanto è utile.
Tremo al pensiero di cosa possa succedere quando inizierà a piovere.
(Avendo ricevuto molti consigli su come liberarsi dai topi in casa, mi preme fare un annuncio: il roditore è ufficialmente parte della ciurma. E' stato chiamato Bunkus, che in indonesiano significa "take-away", nel senso del cibo a portar via. Il motivo mi pare più che evidente. Ora gli viene gentilmente e amorevolmente lasciato un mucchietto di cereali, o un biscotto, nei pressi del buco del soffitto dal quale esce. E pare gradisca. Manco fosse un'offerta a qualche esotica divinità giavanese.)

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